Sicurezza, allarme e xenofobia
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08 Apr, 2018

Intervista al direttore, elaborato sulla sicurezza usando la ricerca del Giornale sulla Qualità della Vita.

Testo 3000 battute (destinato al giornale cartaceo)

Osservando la ricerca del Giornale di Brescia riguardo la Qualità della Vita, che prende in considerazione 42 parametri per misurare i punti di forza e di debolezza di 38 comuni bresciani con più di 10.000 abitanti, si è notato che negli scorsi due anni le denunce sono diminuite del 22.5%. Un calo notevole, che ha fatto sorgere il dubbio della conseguente diminuzione del timore e dell'allarme sociale. Dalle persone a cui è stato chiesto sono emerse risposte piuttosto eterogenee. C'è chi ha risposto che ai tempi della bomba il terrore era decisamente più alto; chi è risultata essere una viaggiatrice e non avere paura di nulla; chi si sente molto meno al sicuro e ritiene che la colpa sia della diminuzione dell'autorevolezza dei corpi di polizia e non si stupirebbe se venisse minacciato e rapinato appena uscito di casa. A questo proposito è stato intervistato il direttore del Giornale, Nunzia Vallini. Le è stato chiesto come si possa non creare allarmismo tra i lettori quando pubblicano notizie di cronaca nera. La soluzione, ci ha spiegato non è certamente quella di non raccontare il fatto, ma bisogna esporlo e contestualizzarlo. Altra cosa è invece cavalcare il fatto per creare allarme sociale. Bisogna applicarsi affinchè il racconto di una brutta notizia non sia fine a se stesso, ma deve anche fornire gli strumenti perchè, possibilmente, quell'episodio non si ripeta. Per questo a volte allarme sociale è - in qualche modo - giusto che ci sia, perchè si deve fare in modo che la collettività sappia che c'è un fenomeno che si potrebbe ripetere. Approfittando dell'occasione è stato approfondito anche un altro argomento che si collega al tema della sicurezza. Ovvero come facesse il giornale a trattare crimini commessi da stranieri in modo da non fomentare atteggiamenti xenofobi da parte di una fetta di lettori. Prontamente il direttore ci ha risposto che questo è un tema attorno al quale si discute spesso spesso all'interno della redazione. per quanto riguarda le notizie che vengono postate sui social, inoltre, ci si trova spesso di fronte alla difficoltà oggettiva a moderare tutti i commenti e questo aspetto richiede una ulteriore dose di attenzione circa il modo in cui i fatti sono raccontati. In particolare, la cosa cui fare assolutamente attenzione sono i titoli.

Testo 1500 battute (destinata al web)

Osservando la ricerca del Giornale di Brescia sulla Qualità della Vita, si è notato che le denunce di reati sono diminuite del 22.5%. Così, con la curiosità di sapere se anche l'allarme sociale fosse diminuito, è stato chiesto ad alcune persone. Sono state ottenute risposte piuttosto eterogenee. Da chi si sente più al sicuro che mai a chi rimpiange i "bei vecchi tempi". Su questo tema abbiamo intervistato anche il direttore del Giornale, Nunzia Vallini, che ci ha raccontato come il quotidiano tratta la cronaca nera: senza nascondere nulla ma contemporaneamente in modo tale da non creare allarmismo. In primis basta un po' di attenzione per non stravolgere fatti già gravi, ma a volte - in un certo modo - un po' di allarme sociale non è per forza un danno. Può essere infatti utilizzato per istruire la popolazione su come proteggersi o su cosa debba prestare più attenzione. Come nel caso delle truffe ai danni degli anziani. Si è approfittato per chiedere al direttore Vallini anche di un altro tema legato alla sicurezza: gli atteggiamenti xenofobi che possono essere suscitati da crimini commessi da stranieri. Quali scelte compie il giornale su questo fronte? Prontamente ha risposto che spesso il tema è oggetto di confronto all'interno della redazione perché si tratta di trovare il corretto punto di equilibrio tra necessità di non nascondere alcun aspetto di una notizia e contemporaneamente per non esaltarne alcuni solo per ragioni strumentali. Una attenzione ulteriore richiedono le notizie postate sui social, aperti per loro natura ai post dei lettori. Commenti che talvolta è oggettivamente difficile moderare. Da qui la necessità di valutare bene lo stile dei titoli e dei testi che si decide di pubblicare sulla rete.

Intervista al direttore

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