Il corrispondente di zona e la redazione centrale nei giornali locali: il caso GdB
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22 Jun, 2018

Interviste, articoli e video riguardanti il tema "il corrispondente: la redazione locale" e l'esperienza in alternanza scuola-lavoro

Il corrispondente e la redazione centrale (testo destinato all'edizione cartacea)

Ormai l'informazione è alla portata di tutti, ogni giorno. Alzi la mano chi non ha mai sfogliato un quotidiano - su carta o “su pixel” - , o chi non ha mai visto un TG in televisione. Elementi riconoscibili, appunto, quasi scontati. Lo è anche la loro creazione? Chi e cosa c’è dietro ad un giornale? Per scoprire i segreti di una redazione, abbiamo intervistato due figure del GdB: Rosario Rampulla, caposervizio della redazione locale, e Daniele Piacentini, corrispondente per la zona ovest della provincia bresciana. « Per quello che attiene la redazione cronaca e provincia, abbiamo tutta una serie di mansioni che, al di là delle emergenze, vengono svolte ogni giorno », spiega Rampulla: «Io e i miei colleghi capiservizio e vicecapiservizio ci occupiamo dell’organizzazione, poi abbiamo due o tre colleghi che impaginano fisicamente il giornale, quello che voi e altri lettori vedono in edicola. Abbiamo poi dei colleghi che si occupano esclusivamente di argomenti di cronaca nera e giudiziaria, ovvero eventi delittuosi, processi, incidenti stradali e indagini. C’è chi si occupa della cosiddetta cronaca bianca, ovvero politica amministrativa. Infine ci sono quelli che si occupano della cosiddetta "lunga", cioè la chiusura di nera, che fanno un turno dalle 16 fino a mezzanotte ». Alla domanda su come svolga il proprio lavoro, Rampulla spiega come esso sia «essenzialmente di tipo organizzativo», basato sulla lettura dei giornali e sulla selezione degli articoli da pubblicare.
Diverso discorso per il corrispondente Piacentini, il quale parla dell’attività sul campo. « Ci sono due filoni di notizie: il primo riguarda le indicazioni che arrivano dalla redazione, il secondo, le informazioni che recupero io direttamente sul territorio e che poi propongo alla redazione». L'interazione fra corrispondente e redazione, ha spiegato Piacentini, avviene in tre possibili modi: attraverso cellulare, mail o di persona, quando necessario. È interessante vedere come anche il legame fra giornalismo e web paia, a torto, scontato: «Inizialmente è stato un trauma», ammette Rampulla. «D’altra parte, però, il web ha positivamente ampliato molto le nostre possibilità nella capacità di raggiungere molte più persone e nel trattare anche di argomenti di natura differente: si tratta solo di far coesistere i vari mezzi - web, tv e carta stampata - nella maniera più equilibrata possibile».
Infine, quale consiglio possono dare i nostri esperti agli aspiranti giornalisti? «La cosa importante è iniziare a scrivere» suggerisce Piacentini. «Bisogna tenere a mente che il giornalista non è uno scrittore: il giornalismo è essere essenziali, precisi e puntuali, osservando la realtà e confrontandosi con gli altri. Non si deve mai scrivere per se stessi». Rampulla, dal canto suo, afferma: « E' un mestiere che va affrontato con la giusta dose di consapevolezza ma, secondo me, anche un pizzico di incoscienza ».

La struttura del giornale locale (box di approfondimento destinato all'edizione cartacea)

Il Giornale di Brescia, quotidiano di interesse locale più letto in Italia (circa 420mila di lettori ogni giorno), è arrivato a tali risultati anche grazie ad una solida organizzazione che potremmo definire “gerarchica”, formata da più reti e ramificazioni che consentono la raccolta di informazioni in tutta Brescia e i suoi 205 comuni. Al vertice troviamo i componenti della direzione: Nunzia Vallini (direttore), Gabriele Colleoni (vicedirettore), Giulio Tosini (caporedattore), Massimo Lanzini (vicecaporedattore) e Claudio Venturelli (vicecaporedattore). Il corpo della direzione ha alle sue dipendenze giornalisti dedicati alle varie sezioni (web e tv, politica ed economia, cronaca e provincia, sport, cultura e spettacoli). La redazione può contare inoltre sull'inviato Enrico Mirani che viene incaricato dal direttore di seguire eventi di rilievo e di descriverli direttamente dal luogo in cui si svolgono. La raccolta delle notizie è facilitata dalla figura dei giornalisti corrispondenti, giornalisti che lavorano in maniera fissa in un comune diverso da quella in cui ha sede la redazione. Nel caso del Giornale di Brescia queste località sono i numerosi comuni di una provincia davvero ampia. Essi raccolgono le notizie della piccola realtà del loro territorio, notizie che poi verranno proposte alla redazione, e successivamente controllate e selezionate da un caposervizio. Lo scambio di queste informazioni con il caposervizio può avvenire da persona a persona, oppure in maniera telematica, via mail o cellulare.

INFORMARSI PER INFORMARE - per web 1500

Rete di informazione in un quotidiano locale: le dichiarazioni di caposervizio e corrispondente.

La redazione, come un'efficiente macchina, è costituita da diverse parti specializzate, ognuna indispensabile per il suo funzionamento. Rosario Rampulla, caposervizio della sezione cronaca e provincia del Giornale di Brescia e Daniele Piacentini, corrispondente della zona ovest del bresciano, intervistati, raccontano il loro ruolo all'interno del giornale. Il caposervizo ha una mansione prettamente organizzativa, che, ogni giorno, consiste nel visionare le notizie, stabilendo quale spazio dedicare ad ognuna di esse. Il corrispondente, invece, è sempre pronto a spostarsi sul campo, per intervenire direttamente sul luogo della notizia. Fondamentale è la collaborazione tra le due componenti, costantemente in collegamento, tramite una semplice telefonata, una mail o anche incontrandosi di persona, quando necessario. Negli ultimi anni il loro rapporto è stato fortemente rivoluzionato dall'avvento del web, ormai mezzo di comunicazione accessibile a tutti. Rampulla afferma: « Il web ha ampliato le nostre possibilità e la capacità di raggiungere più persone, si tratta solo di far coesistere tutti i mezzi ». Piacentini, d'altra parte, ammette che il suo sviluppo ha velocizzato i tempi, costringendo, però, il giornalista ad un aggiornamento continuo, soprattutto per quanto rigrada il fornire brevi interviste o fotografie. Ha inoltre aumentato il numero di compertenze e la mole di lavoro che bisogna compiere, sempre con una grande passione, come entrambi gli intervistati sostengono.

INTERVISTE RAMPULLA - PIACENTINI

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Raffaele Bertoli
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