L'acqua che ci circonda
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05 Jun, 2016

Analisi dell'inquinamento delle acque del fiume Oglio (quantificazione dell'inquinamento, cause e conseguenze), con riferimenti al progetto scolastico "Acqua*Morfosi_d'Ambiente", del liceo A.Calini.
Il lavoro è di supporto al gruppo che si occupa di trattare del tema delle acqua potabili e del loro inquinamento.

L’ACQUA CHE CI CIRCONDA Studio dell’inquinamento del fiume Oglio

Quanto è inquinato l’Oglio? Quali sono le cause dell’inquinamento e quali sono i riscontri e le ripercussioni che questo fenomeno ha sull’ambiente? Il progetto scolastico “Acqua Morfosi d’Ambiente”, condotto da due classi quarte del liceo cittadino “Calini”, grazie alla collaborazione con associazioni esterne (quali “a2a ciclo idrico”, “FAI” e “Fondazione Cariplo”), dal settembre del 2014 si occupa di analizzare, sotto l’aspetto chimico, fisico, biologico e geomorfologico, i corsi d’acqua presenti nel bacino idrografico del fiume e di trovare risposte agli interrogativi precedenti. Le analisi effettuate possono essere suddivise in due momenti: il primo è caratterizzato da rilevazioni di tipo fisico (acidità dell’acqua, conducibilità elettrica e quantità di ossigeno disciolto in essa presente), biologico (studio dei macrorganismi bentonici presenti nel corso d’acqua) e geomorfologico (rivolgendo particolare attenzione all’antropizzazione morfologica); in un secondo momento, avvengono le analisi in laboratorio dei parametri chimici di campioni d’acqua prelevati dagli studenti, effettuate da “a2a ciclo idrico”. Le località della Val Camonica interessate dalle analisi sono: Val Sozzine, Valle di Pezzo, Pontagna (frazione di Temù), Edolo, Sonico, Sellero, Darfo Boario Terme e Pisogne.
Consultando i risultati delle analisi, si nota come questi siano totalmente differenti a seconda della località e come varino in quantità gli elementi inquinanti, in differenti condizioni spazio-temporali. Un esempio, come dimostrato dal grafico, è la quantità di ferro presente nell’acqua: in data 30 aprile 2015 a Temù il valore si aggirava tra i 45 μg/l e i 76 μg/l, mentre a Sonico tra i 169 μg/l e i 391 μg/l (ben sopra al valore limite di 200 μg/l consentito come concentrazione massima ammissibile dal decreto normativo italiano del 2001 per le acque di uso umano).
Ma fa ancora più scalpore il dato di 1558 μg/l presenti a Sonico solo 4 mesi dopo le precedenti analisi: si parla di un valore di quasi 8 volte superiore ai limiti consentiti dalla legge italiana!
Altri esempi sono l’alluminio (le rilevazioni effettuate a Temù in data 30 aprile 2015 evidenziano dei valori variabili tra i 56 μg/l e i 594 μg/l, con un massimo di 200 μg/l consentito dalla legge), il manganese (il 30 agosto 2015 a Sonico si registra la presenza massima di 160 μg/l, con la legge che impone un limite di 50 μg/l) e l’arsenico (11 μg/l con un limite massimo di 10 μg/l, il 30 agosto 2015 a Sonico).
Se da una parte non bisogna creare eccessivo allarmismo, dall’altra non si può, però, chiudere un occhio sull’inquinamento dell’Oglio: significativo è il fatto che le rilevazioni effettuate abbiano, in qualunque caso, portato all’identificazione della presenza di sostanze inquinanti nel fiume, testimoniando una costante immissione di elementi nocivi nel corso d’acqua. Ma non sono solo gli stabilimenti industriali a scaricare acque inquinate nell’Oglio: causano alterazioni dei parametri chimico-fisici anche i detergenti di uso domestico, i pesticidi, i diserbanti, i concimi chimici, i cantieri limitrofi al corso d’acqua e le vere e proprie discariche di oggetti improvvisate lungo le rive del fiume. Come testimoniato dal progetto “Acqua Morfosi d’Ambiente”, in data 30 aprile 2015 a Sonico, solamente in un tratto di fiume lungo un centinaio di metri, sono stati rinvenuti copertoni d’auto, bottiglie di plastica, lattine, buste e imballaggi di plastica, oggetti in ferro, barattoli di vernice e addirittura dell’eternit (amianto).
I segni di questo costante intervento umano sulla natura variano in durata ed entità e bisogna tenere conto della capacità dell’ambiente di depurare l’acqua da alcuni inquinanti sia per un
decadimento naturale di questi, sia per una serie di reazioni che ne riducono la quantità o ne modificano la qualità attraverso una serie di meccanismi chimico-fisico-biologici.
In ogni caso, pare scontata e auspicabile la riduzione dell’inquinamento artificiale e, parallelamente, la rinaturalizzazione del corso del fiume. È altresì necessario sviluppare un programma culturale che sensibilizzi la cittadinanza sulle problematiche ambientali e, in particolare, quelle legate all’acqua.

Gruppo di lavoro
Liceo Scientifico A. Calini
COMPONENTI

Niccolò Scolari

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