L'Ottocento in mostra a Palazzo Martinengo
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02 Feb, 2017

TRE ARTICOLI DESTINATI ALL'EDIZIONE CARTACEA E UN TESTO PER IL WEB - L'argomento è la mostra d'arte dell'Ottocento all'interno del Palazzo Martinengo e nello specifico dei quadri del pittore bresciano Inganni, de "La Mandriana", di come è strutturata l'esposizione e dei vari progetti che essa ha riservato agli studenti.

Palazzo Martinengo tra anime e volti dell’ Ottocento italiano L’associazione amici di palazzo Martinengo stupisce ancora e anche quest’anno con una grande attenzione rivolta ai giovani.

ARTICOLO PER L'EDIZIONE CARTACEA - Si apre un nuovo anno per gli amici di palazzo Martinengo che da sabato 21 gennaio ospita la mostra “da Hayez a Boldini: anime e volti della pittura italiana dell’ Ottocento”.
Un’ immersione in un secolo di storia e di storia dell’ arte – come spiega il curatore Davide Dotti - attraverso una selezione accurata di cento quadri delle maggiori correnti che hanno caratterizzato l’Italia del XIX secolo. La sensazione è quella di un viaggio appassionato all’ interno di un libro di storia dell’ arte con il susseguirsi degli esponenti dal neoclassicismo, passando poi al romanticismo, scapigliatura, divisionismo fino ad arrivare agli artisti italiani nella Parigi della Belle epoque.
Ogni sala ha come tema un momento storico-artistico ben preciso: si viene accolti dalla bellezza del Canova “Amore e Psiche”, per essere poi immersi nell’ atmosfera romantica rappresentata da Hayez con la magnificenza della Maria Stuarda; un passaggio graduale verso la scapigliatura con le opere del Piccio fino ad arrivare al vero esponente Cremona e al bresciano Filippini. Accanto a questi, i macchiaioli tra cui Giovanni Fattori, fino alle esotiche atmosfere degli orientalisti. Ci troviamo poi di fronte alla dettagliata quotidianità espressa dai realisti, seguiti dalle particolari opere divisioniste che occupano l’ultima sala. Chiude la mostra il ritratto della principessa Marie Radziwill, simbolo della sensibilità di Boldini nei confronti delle donne.
Anche quest’anno - come afferma il presidente dell’ associazione culturale, Roberta Bellino - è stata rivolta una particolare attenzione alle nuove generazioni attraverso l’organizzazione di laboratori, percorsi tematici e iniziative e come obiettivo quello di creare un sinergia con i ragazzi e offrire spunti di riflessione. Saranno organizzati vari eventi, anche musicali in collaborazione con i giovani musicisti del Conservatorio che verranno poi comunicati nel corso della mostra.
Saranno coinvolti gli studenti delle scuole superiori in alternanza scuola-lavoro come “piccoli ciceroni” che faranno da guide per la mostra, potenziando l’attività in più giorni alla settimana rispetto al precedente anno.
Numerose già le scuole che hanno prenotato percorsi e laboratori per i propri studenti. Tra le proposte della mostra : un’ analisi dell’ opera di Canova e la possibilità di imparare a lavorare l’ argilla per conoscere meglio le tecniche di preparazione del noto scultore ottocentesco e una visione dell’arte da un punto di vista scientifico scoprendo così i segreti dei grandi artisti dell’ Ottocento italiano.
Accattivanti i percorsi tematici, diversificati per ogni ordine e grado di scuola a partire dalla scuola d’infanzia fino a quella secondaria di secondo grado. In particolare per la scuola superiore sono previsti due percorsi tematici, uno dedicato ai mutamenti della società ottocentesca attraverso una lettura in chiave nuova delle opere interessate e un secondo dedicato alla relazione tra l’evoluzione pittorica e quella scientifica.

DALLE COLLEZIONI REALI DI CASA SAVOIA A PALAZZO MARTINENGO: LA RITROVATA OPERA DI FATTORI

LA SCHEDA PER L'EDIZIONE CARTACEA - Dato per scomparso da quasi un secolo, il quadro “La mandriana” di Giovanni Fattori, è ora presente nella mostra di palazzo Martinengo.
Molto spesso le opere di collezioni private a causa di vendite improvvise, dovute presumibilmente a crisi finanziarie, cambiano proprietà facendo perdere le tracce del dipinto.
Inizialmente custodito in una delle residenze del re Umberto I alla fine dell’ Ottocento, fu visto per l’ultima volta in una mostra degli anni Venti. Il ritrovamento è quindi un avvenimento prestigioso dovuto all’ impegno del grande appassionato d’arte, nonché il curatore, Davide Dotti nella attenta ricerca delle opere per la mostra: è stato suo, infatti, il merito ad aver trovato con grande sorpresa il dipinto in una collezione privata del nord Italia.
Grazie al rapporto di fiducia che Dotti è riuscito ad instaurare con il proprietario sarà possibile rivedere dal vivo un’opera fino ad ora nota a noi solo attraverso una fotografia.
Il valore del quadro è legato al suo ruolo di opera capitale all’interno dell’ esposizione. Le notevoli dimensioni de “La mandriana” (115 x 118 cm) rivelano la laboriosità dell’opera ed i buoi aggiogati che accompagnano una contadina sono i tipici soggetti presenti negli scenari del Fattori. Assume quindi sia importanza storica che artistica in quanto opera di qualità esecutiva assoluta.
“E’ ricomparsa dal nulla dopo ottant’anni di esilio forzato; di conseguenza recuperarla ed esporla in pubblico è una grande gioia per tutti”- come afferma Dotti.

Piazza della Loggia: viaggio nel tempo con Angelo Inganni

LA SCHEDA PER L'EDIZIONE CARTACEA - Toccano il cuore dei bresciani, come hanno confermato alcuni visitatori, due dei quadri esposti nella mostra, che propongono differenti vedute della celebre Piazza della Loggia. Sono entrambe opere dell’artista concittadino Angelo Inganni, che è riuscito a riprodurre fedelmente il centro della città nel fiore dell’Ottocento; descrivendolo meticolosamente sotto un cielo terso, rivendica, così, il suo ruolo di “pittore della realtà”. Nel corso dei secoli le strutture architettoniche, che circondano il piazzale, rimangono per lo più invariate: la parte superiore della Loggia, bruciata da un incendio nel 1575, fu sostituita da un soffitto provvisorio, rinforzato nel 1914 da una copertura in legno e lastre di piombo. Nei dipinti possiamo, inoltre, notare quanto l’importanza della piazza sia diminuita nel corso degli ultimi anni. Il pittore la presenta come il cuore pulsante della città, frequentato da borghesi e popolani singolarmente caratterizzati; un luogo di ritrovo e di sviluppo, sede di commerci e relazioni sociali, centro delle attività di un’intera città. Illuminata dal sole, attualmente, la piazza sembra aver perso vivacità, diventando luogo di passaggio quotidiano per lavoratori e studenti. Di notte, invece, si accende: Piazza della Loggia ospita numerosi eventi, come concerti, spettacoli, festival, commemorazioni e mercatini. Al chiaro di luna e non più sotto i raggi del sole, torna a vivere e brillare come un tempo, rievocando l’atmosfera dipinta nei quadri di Inganni.

Palazzo Martinengo tra anime e volti dell’ Ottocento italiano

TESTO PER LA PUBBLICAZIONE SUL WEB - Come da tradizione grandi mostre a palazzo Martinengo.A partire da sabato 21 gennaio fino all’11 giugno ospiterà 100 quadri tutti italiani di epoca ottocentesca selezionati accuratamente da Davide Dotti, curatore della mostra. L’idea alla base è ricreare un viaggio all’interno di un libro di storia dell’arte attraverso stili e correnti artistiche che hanno caratterizzato il secolo. In ogni sala troviamo opere affascinanti a partire da quelle neoclassiche,tra le quali spicca il capolavoro di Canova “amore e psiche”,fino ad arrivare agli artisti italiani della belle epoque francese come Giovanni Boldini con il ritratto della principessa Radziwill, scelto come quadro simbolo della mostra.
La validità di un progetto e la fiducia sono le carte vincenti di Davide Dotti,come lui stesso afferma. La garanzia che offre gli ha permesso di presentare quadri di prestigioso valore che non venivano esposti da numerosi anni ma di una bellezza inestimabile,tra questi “La mandriana” di Giovanni Fattori.
Tra i 100 quadri esposti anche tre bresciani tra cui Angelo Inganni che accende lo spirito di appartenenza con le sue due suggestive vedute di Piazza della Loggia.
Grande attenzione rivolta anche alle nuove generazioni con numerosi laboratori,percorsi a tema, collaborazioni con il Conservatorio e il progetto con le scuole superiori dei “piccoli ciceroni”. Sono già numerose le scuole che hanno prenotato e sono molto alti i numeri di visitatori che ci si aspetta già solo nei primi mesi di apertura.

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