Motori: le corse clandestine
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03 Feb, 2017

Ieri su strade pubbliche, oggi su piste; ieri meno sicuri, oggi più protetti; ieri più giovani, oggi più anziani; ieri rettilinei, oggi gimkane... ma l’adrenalina è la stessa?

Pistoni Roventi

La velocità, una caratteristica indelebile nel Dna umano, che non si è mai persa durante il tempo. La gente ama rischiare e lo fa come meglio crede.. per esempio Flash, personaggio della Marvel, riusciva a fare 4472 metri al secondo.
3,2,1.... Via! Sono partiti, con i loro cinquantini truccati che, spesso, riescono a toccare anche i 140 Km/h. Durante gli anni del dopoguerra gareggiavano lungo le coste di Sant’Eusebio o sulle strade bagnate dal lago di Ledro. Questa lunga corsa finisce nel 1957, quando le gare su tracciati pubblici diventano illegali, chiamate perciò “clandestine”. Ed è proprio per questo che ai giovani appassionati saliva la tensione e con essa l’adrenalina, che veniva scaricata su un rettilineo pubblico lungo circa 1,2 Km. Era solo ed esclusivamente un duello, ed il vincitore, oltre a scommettere soldi, poteva scommettere anche il libretto della moto stessa e perdendola, la cosa peggiore era tornare a casa dai propri genitori.
Tocca al nostro intervistato Bruno, ex motociclista spericolato, provare a rispondere alla domanda “perché hai cominciato a fare gare clandestine?”. Chi di noi da giovane non si è mai voluto sentire superiore davanti agli altri, ai propri amici o semplicemente davanti ad una ragazza? Tutti penso! Il nostro signor Bruno, nella video intervista che trovate allegata, parte dal concetto di “follia dei vent'anni”, ovvero una fase della vita che ognuno di noi ha passato o passerà.
Secondo Bruno, chi ha partecipato a gare illegali non riesce a smettere da solo, sempre per il motivo del volersi sentire superiore, e capisce di smettere solo quando gli scatta dentro quel "click” che praticamente corrisponde alla maturità.
Ma siamo sicuri che questo click sia scattato in tutte le menti dei veri appassionati? Ebbene, adesso, quelle corse spaventose, sono diventate dei percorsi sicuri della durata di due/tre minuti circa, chiamati gimkane, ovvero delle gare aperte al pubblico nelle quali i partecipanti si sfidano dovendo percorrere, nel minor tempo possibile, un tracciato bizzarro e colmo di ostacoli, cercando di non beccarne neanche uno. I partecipanti sono di solito uomini sulla soglia dei cinquanta, che non hanno ancora perso la pazzia dei vecchi tempi. In questi eventi - da segnalare in particolarmente a Carpenedolo il “Raduno dei 50ini DOP - vi sono motorini truccati degli anni Sessanta e Settanta, che possono toccare i diecimila giri. In questi eventi, i motorini più amati - e come non amarli? - sono la mitica Lambretta e la grande Aspes, case motociclistiche ormai chiuse da anni.
Quindi riaccendete le vostre passioni roventi che avete messo nel dimenticatoio e partite con il “gas a martello”, che noi vi vediamo... “tutti in piedi sul divano!”

Francesco Gallina

Pistoni Roventi

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Francesco Gallina

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