Musica: l'abilità sui social VS doti musicali
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03 Feb, 2017

Grazie anche all'opinione degli artisti: Charlie Cinelli e Giorgio Cordini, ho indagato sul peso che hanno, e su quello che dovrebbero avere, per un artista del 2017 la pubblicità e la promozione sui social e nel web, rispetto alle vere e proprie capacità a livello di musica, per essere ascoltati e vendere.

AMICO: allora?, hai deciso cosa farai? RAGAZZO: vorrei fare musica, non ho account sui social però. AMICO: la vedo dura...

ARTICOLO PER L'EDIZIONE CARTACEA - Un artista nasce prima sui social o in studio di registrazione? Per trovare una risposta mi sono fatto aiutare dalle parole di due artisti bresciani: Charlie Cinelli e Giorgio Cordini. Ho ritenuto infatti l'opinione di questi due musicisti e cantautori, un punto di svolta per trovare la risposta corretta. Senza dubbio per qualsiasi artista, che sia di ieri o dei nostri giorni, è necessario per lui aver fatto la cosiddetta gavetta. Ma è più importante sapersi promuovere, costruirsi un personaggio e un nome o sono più importanti le vere e proprie capacità musicali? Beh nel 2017, per sfondare, non può esserci uno senza l'altro; ci vogliono entrambe le cose.
Oggi il web è un opportunità e un punto di svolta per la musica, ma ovviamente ha i suoi pro e i suoi contro. I benefici che questo porta è che chiunque può tentare di realizzare il proprio sogno; senza dover viaggiare verso città importanti come invece si faceva una volta. Da ciò consegue però una competizione sempre più massiccia e pressante. Tutti i giorni, aspiranti artisti caricano video e canzoni su piattaforme, e questo genera molta più concorrenza, quindi rende sempre più difficile farsi un nome e distinguersi. Distinguersi, appunto, forse è una delle chiavi; la musica ora è appiattita, c'è bisogno di novità che portino qualcosa di innovativo e fresco sulla scena italiana. Un altro punto a svantaggio del web è che si fa sempre più fatica a distinguere i musicisti "puri” e “trasparenti” da quelli che invece sono solo “bravi venditori”. Il problema, però, è che la merce che promuovono sono loro stessi. Il rischio di adottare questa tecnica per raggiungere i propri obiettivi è che spesso la pubblicità prende il sopravvento sul prodotto, mettendo in cattiva luce l'artista in prima persona e i suoi colleghi. Questa si trasforma così in un modello di promozione che non cattura più i click della gente, urta i fans, e scredita il musicista insieme a coloro che, a differenza di quest' ultimo, non hanno bisogno dello scandalo per catturare l'attenzione delle persone, e che si vedono spesso circondati da pregiudizi maturati guardando altri video.
La stessa fetta di artisti si trova sempre più a dover nuotare nella tempesta di commenti offensivi caratteristici del web, alimentati ancora una volta da coloro che prima di vendere i loro dischi,la loro musica, vendono il personaggio che si sono creati. Oggi è stato detto tanto, in tutti i generi musicali, e ormai trovare qualcosa di nuovo, di cui non si sia già parlato nel web - potersi così distinguere, appunto - è davvero complicato. Come già detto, per essere riconosciuti nei nostri giorni, bisogna essere in grado di emozionare e stupire soprattutto. Per questo penso che il live sia la chiave, il live sudato però, perché chi canta in playback o usa le basi si riconosce subito. Se invece lo si fa come si deve, allora si arriva dritti al cuore della gente.
Bisogna far trasparire l'amore che si ha per questo mestiere, la gente lo percepisce, e si crea così il nocciolo, per poi ritagliarsi la propria fetta di ascoltatori fedeli e innamorati.

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Michele Crotti 3B

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