Immigrazione: il tasso demografico e il tasso migratorio
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03 Feb, 2017

Articolo riguardante la stretta correlazione tra tasso demografico e tasso migratorio.

L' immigrazione come risorsa.

ARTICOLO PER L'EDIZIONE CARTACEA - In questi ultimi decenni i paesi più sviluppati, compresa l’Italia, hanno dovuto fronteggiare due problemi che non son riusciti ad affrontare al meglio. Il tasso di natalità in continua discesa e i flussi migratori costanti e continui.
Ma andiamo con ordine: perché nei paesi più sviluppati come quello italiano la popolazione preferisce avere pochi figli, mentre in molti paesi del terzo mondo la popolazione è disposta a procreare molto di più? Questa situazione ci potrà sembrare paradossale, poiché saremmo portati a pensare che in un paese più ricco e sviluppato le persone sono più disposte a diventare genitori di molti bambini. Ma analizzando la questione nello specifico possiamo facilmente intuire i motivi di questa “inversione di ruoli”.
Nei paesi e nelle zone povere e poco civilizzate la maggior parte della popolazione non ha progetti e nemmeno studi da conseguire; motivo per il quale ha molto più bisogno di persone che aiutino l’economia della famiglia. Inoltre le condizioni di vita sono pessime e per i bambini la vita è dura, quindi ad una quantità maggiore di figli ne consegue la sicurezza che la scarsa salute presente in queste terre non falci l’intera famiglia. Al contrario, nelle zone più sviluppate, il genitore, nella stragrande maggioranza dei casi, non ha una stabilità economica appena finisce gli studi e i progetti sono molto instabili. Se, per esempio, una donna decide di intraprende una laurea e crearsi una famiglia solo al termine degli studi, allora è logico che partorirà in tarda età, un’età in cui avere tanti figli diventa molto più complicato. Il bambino quindi viene tradotto come una spesa, non come un guadagno. Ragionamento che può sembrare cinico ma riflette la realtà. Questo spiega il fatto che in Italia il numero di morti supera quello delle nascite.
Il problema della scarsa natalità esiste, e ce lo dimostrano anche i dati Eurostat, che ha registrato un tasso di natalità italiano tra i più bassi d’ Europa (1,37) e ha messo in luce anche un altro problema: l’anzianità delle mamme (30,7 anni). Fortunatamente i flussi migratori danno un’ importante crescita demografica al paese. L’ immigrazione intensa che conosciamo nel nostro paese persiste da poco meno di un decennio e viene percepita come un forte svantaggio per le nazioni più ricche. Dovendo però analizzare questo fenomeno peraltro antropologico in altri termini è un semplice, seppur complesso, spostamento di persone da una nazione ad un’ altra. Ora come ora però l’ immigrazione è un problema per vari motivi. In primis la scarsa organizzazione e la corruzione fa sì che solo una piccola percentuale dei soldi che lo stato destina alla gestione dei profughi vada veramente speso per l’ emergenza. Secondariamente la scarsa cooperazione tra stati rende la distribuzione dei profughi estremamente difficoltosa e parecchi stati si chiudono nei propri confini. Infine, l'assenza di integrazione da un importante contributo alla nascita di delinquenza e disuguaglianza. Se questi motivi venissero risolti l’Italia potrebbe concepire l’immigrazione non più come un problema ma una grande opportunità, una risorsa capace di dare un importante input al tasso demografico della Nazione.
A seguire alcuni grafici riguardanti il tasso migratorio in salita e il tasso di natalità in discesa.

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Pietro Cutuli

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