Brescia: il lavoro grigio e la manodopera dei braccianti
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03 Feb, 2017

Esplicita la realtà del lavoro grigio nella Provincia di Brescia in cui molti braccianti vengono sottopagati da false cooperative che spesso deportano i loro lavoratori dai luoghi d'origine per sfruttarli nelle nostre pianure.

Brescia, Lavoro grigio e la manodopera dei braccianti

TESTO PER L'EDIZIONE CARTACEA - Negli anni passati molte morti e infortuni sul lavoro hanno riguardato anche luoghi lavorativi in cui le tutele erano al di sotto del “minimo sindacabile”. Nella provincia bresciana infatti si verifica un fenomeno diverso da altre zone d’Italia. Si tratta del “lavoro grigio” riguardante lavoratori agricoli sottopagati da false cooperative le quali nascono nella stagione della vendemmia cioè con inizio giugno per poi scomparire ad ottobre. Queste cooperative hanno creato molti danni per quanto riguarda la retribuzione salariale, spesse volte non segnalando le ore di lavoro realmente svolte dai braccianti.
Secondo le parole di Damiano Galletti, Segretario Generale Cgil Brescia, i braccianti grigi prendono un salario che va dai 2 ai 2,50€ all’ora e nel 2015 è stato l’anno in cui questa forma di sfruttamento si è verificato maggiormente. Per quanto riguarda i braccianti agricoli in regola il salario minimo era di 7€ all’ora e con la nuova contrattazione compiuta nel 2016 hanno avuto un aumento paga base del 2,3%. “E’ un dato in controtendenza - ha affermato Alberto Semeraro, Segretario Generale Flai Cgil Brescia – perché il salario è aumentato rispetto ad altre categorie”. Nel 2016 Flai Cgil di Brescia si è attrezzata, per prevenire questo fenomeno, distribuendo in modo capillare volantini in italiano, rumeno, polacco e in hindi per informare dei rischi i lavoratori, i quali spesso deportati dai loro paesi d’origine per lavorare nella nostra zona. Inoltre il sindacato ha promosso una campagna consistente nella distribuzione di 1000 litri d’acqua nelle coltivazioni con attaccato, su ogni bottiglia, il logo dell’organizzazione compresi i contatti disponibili per eventuali segnalazioni di violazione dei diritti sindacali. “Ci possiamo definire contenti del nostro operato – ha detto Semeraro - perché, sebbene tutte le difficoltà che esistono ancora, la situazione sta leggermente migliorando”. Secondo il sindacalista infatti sta passando anche la diffidenza nei confronti del sindacato stesso; molte volte infatti alcuni funzionari sindacali venivano scambiati per controllori delle cooperative. Il vero problema adesso rimane nel fatto di trovare i colpevoli ed è giusto che si inizi a pensare come fermarli.

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Lorenzo Poli

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