Il trionfo della faraona di Matteo Pagani alla corte dello chef Maffioli
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16 Mar, 2017

Concorso culinario bresciano "Chef per una notte", serata conclusiva con interviste ai partecipanti e ai giudici.

Matteo Pagani è chef per una notte al Carlo Magno

ARTICOLO PER L'EDIZIONE CARTACEA
Oltre 300 ricette inviate, 7 categorie dagli stuzzichino da aperitivo al dessert. Solo un finalista per ognuna selezionato dalla giuria di Editoriale Bresciana.
É il "Rotolo di faraona" di Matteo Pagani il piatto vincitore della IV edizione di "Chef per una notte". La serata conclusiva del concorso culinario bresciano, presentata da Clara Camplani, si é tenuta il 13 Marzo al Carlo Magno di Beppe Maffioli.
Gli aspiranti chef sono stati protagonisti del menù della serata, affiancati ciascuno da un big della cucina. Hanno sottoposto le proprie creazioni alla giuria, composta dal pasticciere Iginio Massari e dal direttore della scuola di cucina CAST Alimenti, Vittorio Santoro e dal caporedattore del GdB Gianfranco Bertoli.
I finalisti hanno presentato uno ad uno i loro piatti ai presenti in sala prima di mettersi ai fornelli. Dopo l' aperitivo a cura dello staff di Cast Alimenti, le portate sono state servite a buffet dalle 7 postazioni allestite per lo show cooking. Pubblico e giuria tecnica si sono espressi in favore di Matteo Pagani, premiato con un abbonamento annuale al GdB digital. Al secondo posto posto per Massari e Santoro, gli antipasti di Luca Martino, mentre per il giudizio popolare Luca Bellini. I premi speciali vanno a Bruno Draicchio per il concorso " La Cultura del Caffè" e a Cristina Faletti, vincitrice di "Vivi Dolce Express". A concludere la serata l'intervento di Beppe Maffioli e Iginio Massari che si dichiarano soddisfatti del salto di qualità rispetto alle precedenti edizioni e dell'alto standard delle ricette legate alla tradizione.
L'obiettivo del concorso non è offrire sbocchi lavorativi, ma lanciare uno stimolo alle famiglie a riscoprire la cultura materiale e reimparare la cucina di casa.
"Chef per una notte" si inserisce nel processo di spettacolarizzazione della cucina, che nel passaggio da arte pratica ad arte vera e propria incarna quell'elemento conosciuto e sperimentato da tutti che fa parte della mentalità di ciascuno. All'origine di questo processo le guide gastronomiche, prima fra tutte la francese Michelin (1900) nata come vademecum per gli automobilisti e approdata nel 1957 in Italia.
Se queste hanno portato i cuochi ad uscire dal retro della cucina, é il Gambero Rosso ad essere il protagonista del passaggio dalla carta alla TV. Esordisce come supplemento alle pagine de Il Manifesto, espressione della ribellione alla cultura letteraria per la rivalutazione del piacere culinario. Un piacere che non appaga solo il gusto, ma anche la vista. Iniziatore dell'art food nel panorama italiano è Gualtiero Marchesi, rinomato anche nella nostra provincia come gestore dal 1993 al 2013 del ristorante "L'Albereta" di Erbusco. È passato dalle sue cucine anche Andrea Mainardi, allora alle prime armi. "È giusto fare la gavetta, è importante per diventare adulti" racconta. "La professionalità si paga, esistono i talenti ma sono rari".

I partecipanti

BOX DI APPROFONDIMENTO PER L'EDIZIONE CARTACEA
Trionfo in via Campiani per i sette finalisti. Esperienza positiva a prescindere dal risultato. “Sono sorpresa per essere arrivata fin qui, è già un successo.” dice la graphic designer 24enne Mara Bossini, vincitrice della categoria Stuzzichini. Si è avvicinata al mondo della cucina grazie alla nonna e nonostante la passione per i talent culinari, resta con i piedi per terra. Così anche Pamela Mussio, insegnante di 32 anni, che non si aspetta dal concorso sbocchi lavorativi. Da studentessa ha imparato la cucina di casa per sopravvivenza, specializzandosi nelle portate vegetariane.
In finale anche il consulente assicurativo Luca Bellini (36) con la “Metamorfosi di una carbonara”. “Cucinare è uno strumento per comunicare ed esprimere creatività e spontaneità.” Per Matteo Pagani (40), vincitore assoluto, è, invece, occasione per imparare nuove tecniche da mettere in pratica nella sua macelleria.
Professione già avvita anche quella di Ambra Marca, organizzatrice di eventi (34), che ha alle spalle un corso di formazione per chef e sommelier. Una cucina, la sua, legata al territorio mediterraneo, mentre i sogni dell’impiegato Luca Martino (42) volano a Londra, dove vorrebbe aprire un posto tutto suo.
Dulcis in fundo, Raffaella Papetti con la “Cheesecake alla zucca e cioccolato fondente”. Come Pamela Mussio, condivide la sua passione su un blog: “Mi piace parlare di cibo, approfondire l’essenza delle materie prime e realizzare piatti con alimenti poveri.”

I giudici

BOX DI APPROFONDIMENTO PER L'EDIZIONE CARTACEA
Sotto i riflettori della serata, oltre ai partecipanti, anche i giudici, soddisfatti per il successo riscosso dalla IV edizione di Chef per una notte.

Iginio Massari, fondatore dell’accademia dei Maestri Pasticceri italiani
Com’ è stata l’esperienza da giudice a Chef per una notte?
Quando uno si mette in giuria cerca di essere il più possibile imparziale, ma non sarà del tutto possibile. Per quanto un giudizio sia tecnico, avrà comunque qualcosa di personale.
-Personalmente tifa la categoria dolci?
Nel cibo salto di palo in frasca. Nonostante sia un pasticcere, so cucinare, così come i cuochi sanno fare dolci. Cucinare vuol dire, in ogni caso, portare benessere alla gente, perché chi cucina bene porta progresso.

Vittorio Santoro, direttore della scuola di cucina Cast Alimenti
-Com’è stata l’esperienza da giudice a Chef per una notte?
è sempre interessante, in quanto operatore del cibo, qualsiasi momento in cui il cibo venga espresso sia in forma di concorso, sia in forma di preparazione gastronomica per il cliente.
-Che sbocchi potrebbe offrire un concorso come questo?
Conosco partecipanti delle scorse edizioni che sono food blogger e hanno fatto delle loro passioni una piccola professione. Anche se non è una professione completa, riesce ugualmente a portare gratificazione ad un amante del cibo.
-Consigli ai partecipanti?
In quanto direttore di una scuola di cucina ritengo che la formazione sia fondamentale così come la conoscenza, indispensabile per crescere.

Matteo Pagani è chef per una notte al Carlo Magno

ARTICOLO PER L'EDIZIONE DIGITALE
Oltre 300 ricette inviate, 7 categorie dagli stuzzichini da aperitivo al dessert, un finalista per ognuna, selezionato dalla giuria di Editoriale Bresciana. La serata conclusiva della IV edizione di Chef per una notte,presentata da Clara Camplani,  si è tenuta il 13 marzo al Carlo Magno di Beppe Maffioli.
Gli aspiranti chef sono stati protagonisti del menù della serata, affiancati ciascuno da un big della cucina. Hanno sottoposto le proprie creazioni alla giuria composta dal pasticcere Iginio Massari, dal direttore della scuola di cucina Cast Alimenti, Vittorio Santoro, e dal caporedattore del Giornale di Brescia Gianfranco Bertoli. I sette finalisti hanno presentato i propri piatti uno ad uno ai presenti in sala, prima di mettersi ai fornelli. Dopo l'aperitivo a cura dello staff di Cast Alimenti, le portate sono state servite a buffet dalle sette postazioni allestite per lo show cooking. Vincitore della competizione il "Rotolo di faraona" di Matteo Pagani, decretato all'unanimità da giuria tecnica e pubblico. Al secondo posto per Massari e Santoro gli antipasti di Luca Martino, per il giudizio popolare le uova di Luca Bellini. Due premi speciali sono stati assegnati a Bruno Draicchio per il concorso "La Cultura del Caffè" e Cristina Faletti per "Vivi Dolce Express".
A concludere la serata l'intervento di Maffioli e Massari, che si dichiarano soddisfatti per il salto di qualità rispetto alle precedenti edizioni e l'alto livello raggiunto dalle ricette, legate alla tradizione

Intervista ai giudici di "Chef per una notte"

Intervista ai partecipanti di "Chef per una notte"

Gruppo di lavoro
Liceo Classico Arnaldo
COMPONENTI

Fabrizio Bolpagni
Caterina Donelli
Sabrina Sciatti
Martina Veraldi

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