Il volo della Vittoria: il destino della dea alata
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17 Mar, 2017

Abbiamo redatto degli articoli sul tema del restauro e della ricollocazione della Vittoria alata. Uno di essi riporta l'intervista a noi concessa da Francesca Morandini, archeologo dei Musei Civici, responsabile del restauro della Vittoria. Abbiamo poi realizzato delle interviste video, una con il presidente dell' AAB (Associazione Artisti Bresciani) Dino Santina e l'altra con alcuni bresciani di varie fasce d'età per raccogliere opinioni a riguardo. Photo by Beatrice Bontempi

LA VITTORIA ALATA: IL VOLO DEL FUTURO

ARTICOLO PER L'EDIZIONE CARTACEA - IL VOLO DELLA VITTORIA: IL DESTINO DELLA DEA ALATA - La Vittoria alata è il simbolo di Brescia e del suo prestigio. Il suo destino è noto a pochi; la sua storia ancora meno.
Realizzata nel I secolo d.C. a scopo celebrativo la statua bronzea rappresenta una suggestiva figura femminile. In una stanza del museo di Santa Giulia il pubblico può ammirare la dea rivestita da una tunica ricadente sul corpo, fermata sulle spalle, ed un mantello che le avvolge le gambe. In origine le braccia, tese verso sinistra, dovevano sostenere uno scudo recante l’incisione del nome e le imprese del vincitore. Il piede sinistro, invece, poggiava sull'elmo di Marte, dio della guerra. Alcuni ricercatori hanno determinato, attraverso lo studio e l’analisi del materiale con cui è stata realizzata, la zona di provenienza della statua: il luogo di fusione si colloca nell'area tra la Valcamonica e Verona, allora appartenente all'Impero Romano.
Fu riportata alla luce il 20 luglio 1826 da alcuni membri dell'Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Brescia rinvenuta in un'intercapedine del Capitolium, dove era stata nascosta con l'avvento del Cristianesimo in età tardo imperiale per evitarne la fusione. Nel giugno del 1859 Napoleone III, ospite a Brescia, rimase talmente colpito dalla bellezza della figura che decise di farne fare una copia, ora conservata nel museo del Louvre di Parigi. Dopo il ritrovamento, nel 1948 la statua è stata trasferita nel museo di Zurigo per poi tornare, un anno più tardi, nel Capitolium; nel giugno del 1998 la Vittoria alata venne collocata nell'attuale luogo di conservazione, il museo di Santa Giulia di Brescia.
Nel 2015 è stato ideato dall'Associazione Brescia Musei un progetto triennale che non solo prevede il restauro e la ricollocazione della Vittoria alata nel Capitolium, ma anche interventi nel Parco Archeologico, nel Castello, in Pinacoteca, in San Salvatore e al cinema Nuovo Eden.
La statua potrebbe essere collocata nella terza cella a destra di fronte al colonnato del Capitolium. La realizzazione del piano di restauro prevede un lavoro di dodici mesi, periodo in cui l'opera rimarrà comunque visibile. Il pubblico del museo potrà seguire il lavoro in ogni sua fase: la rimozione delle parti mobili della statua, il recupero del colore originario e l'analisi delle terre di fusione. Il restauro è iniziato lo scorso 3 marzo. Fino ad ora gli esperti del bronzo dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, archeologi e storici dell'arte antica hanno rimosso le ali e le braccia.
In seguito all'approvazione del progetto la cittadinanza si è mostrata favorevole allo spostamento e al restauro della statua, alcuni però hanno espresso il loro dissenso per le spese previste: il preventivo è di circa 800 mila euro, compresa la ricollocazione della Vittoria alata dal museo al tempio. A seguire riportiamo quanto emerso dall'intervista gentilmente concessa da Francesca Morandini (archeologo dei Musei Civici) e da Dino Santina, presidente dell'Associazione Artisti Bresciani.

BOX DI APPROFONDIMENTO PER L'EDIZIONE CARTACEA - SULLE ALI DELLA VITTORIA: FRANCESCA MORANDINI, LA VOCE DELL'ARCHEOLOGO - La Vittoria alata è un bene che può beneficiare del credito di imposta Art Bonus, per cui i privati che finanziano la cultura ottengono dei vantaggi fiscali. Il progetto non si è ancora concretizzato; prima di spostare la Vittoria al Capitolium, occorrono tre fasi di restauro: la diagnostica, lo svuotamento per costruire un nuovo supporto interno (quello attuale è danneggiato dal peso delle ali) e la pulitura della superficie. La novità è la forte consapevolezza di avere le risorse per continuare il restauro grazie all’Art Bonus; l’ideale sarebbe il proseguimento dei lavori nel Museo S.Giulia con la possibilità, per la popolazione, di assistervi.Il termine del progetto è previsto per il 2018, ma dipende dalle fasi di restauro, dalla diagnostica e dall’utilizzo delle tecniche quali bisturi o laser, senza strumenti meccanici per evitare l’abrasione della statua; la Vittoria, infatti, subì vari trattamenti che la danneggiarono, come la spazzolatura nel 1800. Francesca Morandini sottolinea che la Vittoria fu ritrovata con altri bronzi, associati con un criterio artistico, per cui lo spostamento della sola statua non sarebbe così efficace rispetto al contesto dei bronzi che l’accompagnavano. La visione sarebbe migliore al Capitolium, anche se è dubbio se il luogo di ritrovamento fosse anche il luogo della sua previa collocazione. La verifica più importante, tuttavia, va fatta sulle condizioni ambientali per non danneggiare la statua. Insomma, la parola d’ordine è: gradualità.

BOXI DI APPROFONDIMENTO PER L'EDIZIONE CARTACEA - L'ORGOGLIO DI BRESCIA: LA VITTORIA ALATA - La Vittoria alata è il simbolo e l’orgoglio di Brescia. È una statua di eccezionale fattura dal punto di vista artistico. Il suo recupero, la sua valorizzazione e il “sentirla propria” da parte dei cittadini bresciani sono un fatto non solo di storia e di ricordo, ma anche di esaltazione di una bellezza artistica.
Dino Santina, presidente dell’AAB, è favorevole allo spostamento. È importante ricordare che potevano esserci alternative ma, tenendo conto dei pro e dei contro rispetto alle varie soluzioni, questa è probabilmente la migliore. Vi è infatti la necessità di valorizzare le varie zone di Brescia e il Museo S. Giulia possiede già un richiamo artistico di per sé; la nuova collocazione della Vittoria alata nel Capitolium, dove fu per molto tempo nascosta, è una soddisfacente soluzione dal punto di vista storico, artistico e attrattivo.
Santina, nel confermare il suo appoggio all’ipotesi dello spostamento, di cui sottolinea i vantaggi, evidenzia l’importanza della cultura antica all’interno della nostra città e si concede una licenza poetica su una frase di Brecht: “Poveraccio quel popolo che non ha un futuro alle spalle.” La tradizione bresciana non riguarda soltanto il passato, ma ognuno di noi; è un’ “accumulazione quasi genetica” all’interno della nostra cultura, volta ad aiutarci a formare il presente e il futuro.
Morale: senza le basi culturali forti del passato non si possono progettare né presente né il futuro.

ARTICOLO PER IL WEB - UNA NUOVA DIMORA PER LA VITTORIA ALATA - Il progetto triennale dell'Associazione Brescia Musei prevede interventi di riqualificazione di diversi ambienti della realtà culturale bresciana, tra cui il Castello, la Pinacoteca, la basilica di San Salvatore e il cinema Nuovo Eden.
Il piano prevede inoltre una fase di restauro e la ricollocazione della statua della Vittoria alata dal museo di Santa Giulia, dove si trova dal 1998, al Capitolium. La statua bronzea, risalente al I secolo d.C., fu creata a scopo celebrativo e rappresenta una figura femminile che in origine doveva sostenere uno scudo e posare il piede sinistro su un elmo andato perduto. L'opera, simbolo della città di Brescia, dovrebbe tornare nel luogo dove il 20 luglio 1826 fu ritrovata da alcuni membri dell'Ateneo di Brescia. L’eventuale nuova collocazione per la statua, però, non è stata accolta positivamente da tutta la cittadinanza, infatti alcune persone hanno espresso il loro dissenso sul progetto: per molti sarebbe una mossa troppo costosa per il comune di Brescia. Abbiamo raccolto diversi dati sulla generale conoscenza della statua e del progetto attuato da Brescia Musei. Dino Santina, presidente dell'Associazione Artisti Bresciani, ci ha concesso una breve intervista nella quale ci espone la sua opinione riguardo al progetto e un parere culturale più generale sull'importanza della statua; Francesca Morandini, archeologo dei Musei Civici, ci ha delineato i tratti del progetto e ci ha espresso una valutazione tecnica e storico-culturale molto articolata.

LE VOSTRE OPINIONI

DALL' AAB: IL PARERE DI DINO SANTINA

Gruppo di lavoro
Liceo Classico Arnaldo
COMPONENTI

Beatrice Bontempi
Giulia Gurrieri
Letizia De Simone
Chiara Zini

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