Gli OGM nell'agricoltura bresciana
CONDIVIDI

09 Apr, 2017

Raccolta di dati e opinioni sul tema degli Organismi Geneticamente Modificati, interviste ai presidenti di Coldiretti e Confagricoltura di Brescia.

Gli OGM nell'agricoltura bresciana

TESTO PER L'EDIZIONE CARTACEA -
OGM è l’acronimo con cui si designa un Organismo Geneticamente Modificato, ovvero che ha subito un’alterazione artificiale del DNA attraverso processi di ingegneria genetica. Generalmente si ricorre a questa pratica per i vegetali e i processi che vengono effettuati si distinguono in due categorie: i GMHT (tolleranza erbicida geneticamente modificata), in cui la modifica genetica è finalizzata ad ampliare la resistenza a determinati erbicidi, e i GMIR (tolleranza agli insetti geneticamente modificata), in cui lo scopo è migliorare la resistenza agli attacchi degli insetti.
Il primo OGM fu ottenuto nel 1973 da Cohen e Boyer, due ricercatori universitari americani. Dato il successo di tale esperimento, ricerche sugli OGM sono poi state portate avanti dalla comunità scientifica internazionale diventando gradualmente sempre più avanzate. Avendo trovato applicazione in larga misura, a partire dagli anni novanta, nell'ambito agricolo si è rivelata necessaria la promulgazione di normative che ne regolarizzassero l'impiego. In Europa la più importante e attualmente in vigore stabilisce la percentuale massima dello 0,5% di OGM nelle sementi e l'obbligo di segnalazione nell'etichettatura dei prodotti la cui soglia sia superiore allo 0,9%. Benché non sia stata dimostrata la pericolosità di tali prodotti per la salute umana, in Italia una serie di norme ne impedisce di fatto la sperimentazione e ostacola la coltivazione, anche se è concesso un ampio margine di libertà a discrezione degli enti regionali.
Il dibattito sugli OGM vede confrontarsi due opinioni contrastanti perché totalmente opposte: chi è a sfavore del loro utilizzo, infatti, argomenta la propria idea facendo leva in particolar modo sulla biodiversità che sarebbe messa in pericolo da uno sviluppo eccessivo dell’agricoltura fondata sulla coltivazione di OGM, perché il numero di sementi sarebbe ridotto a quello delle specie modificate, e sui possibili rischi a lungo termine che i generi alimentari ottenuti da materie prime OGM potrebbero avere per la salute umana. D’altro canto, chi è a favore sostiene che la ricerca scientifica in questo ambito in Italia sia stata arrestata da freni burocratici e che questo abbia dunque impedito la constatazione di dati certi, generando così una grande eterogeneità di supposizioni senza fondamento scientifico, da cui non si possono trarre conclusioni inconfutabili; inoltre, finché non vengono effettuati studi approfonditi e imparziali, è impossibile pronunciare con certezza una sentenza sull’innocuità o meno degli OGM, pertanto attualmente è possibile constatare soltanto il vantaggio in termini economici che ne traggono le nazioni che li adoperano. In queste due differenti linee di pensiero si identificano rispettivamente la Coldiretti e la Confagricoltura di Brescia, le organizzazioni agricole più importanti sul territorio, delle quali abbiamo intervistato i presidenti al fine di mettere a confronto le due distinte posizioni riguardo a questa discussa tematica.

Gli OGM nell'agricoltura bresciana (articolo per il web)

TESTO PER L'EDIZIONE WEB -
OGM è l’acronimo con cui si designa un Organismo Geneticamente Modificato, ovvero che ha subito un’alterazione artificiale del DNA attraverso processi di ingegneria genetica. La pratica dell’utilizzo di OGM riguarda soprattutto l’ambito agricolo, nel quale fin dagli anni novanta è stata regolamentata. In Europa la normativa più importante e attualmente in vigore stabilisce la percentuale massima dello 0,5% di OGM nelle sementi e l'obbligo di segnalazione nell'etichettatura dei prodotti la cui soglia sia superiore allo 0,9%. In Italia una serie di norme più rigide di quelle europee impedisce la sperimentazione e ostacola la coltivazione, anche se è concesso un ampio margine di libertà a discrezione degli enti regionali.
Gli OGM rappresentano una tematica costantemente discussa, in merito alla quale si rilevano due posizioni principali: quella più critica, a cui nel nostro territorio dà voce l’organizzazione agricola Coldiretti, che si pronuncia a sfavore per i possibili rischi che gli alimenti derivanti da materie prime OGM potrebbero avere per la salute umana e i danni che un’agricoltura fondata sugli OGM implicherebbe alla biodiversità; quella maggiormente a favore, in cui si identifica l’organizzazione agricola Confagricoltura, che ritiene che a causa dell’arresto della ricerca in Italia non si siano ancora ricavati dati inconfutabili, pertanto non sia possibile affermare con certezza che gli OGM siano dannosi, ma è necessario investire nella ricerca, consultando anche i risultati di altri Paesi.

Intervista al presidente dell'Unione Provinciale Agricoltori Francesco Martinoni

DOX DI APPROFONDIMENTO PER L'EDIZIONE CARTACEA
L'Unione provinciale degli agricoltori di Brescia si è mostrata essere una sostenitrice dell'utilizzo degli OGM, o come preferiscono definire "genoma editing", a livello agricolo e zootecnico. Appoggia la ricerca scientifica in questo ambito sottolineando come l' Italia fosse uno dei paesi più avanzati in questi studi fino a quando il ministero dell'agricoltura e quello della salute decisero di interrompere le sperimentazioni. Erano stati creati dei campi appositi di mais geneticamente modificato i cui risultati sono definiti dal presidente come eccezionali: il mais resisteva agli attacchi della Piralide (un insetto che indebolisce il granoturco e crea muffe cancerogene). Inoltre i prodotti OGM arrivano ormai in Italia da tutto il mondo e anche le nostre DOP più conosciute sono prodotte con organismi transgenici. L'Europa ha lasciato libera scelta alle nazioni sulla tematica OGM, ma solo poche hanno deciso di adottarli. Una di queste è la Spagna: paese che, grazie agli OGM, ha aumentato la produzione di mais del 30% in 5 anni. Per quanto riguarda il tema della biodiversità, cavallo di battaglia degli oppositori, il presidente bresciano di Confagricoltura afferma che gli OGM sarebbero utilizzati solo per gli alimenti destinati al bestiame, lasciando intatti i prodotti destinati invece agli uomini. Prendendo come esempio il mais ha sottolineato come questo sia già monopolio di poche multinazionali e ha inoltre smentito la possibilità di danni alla salute da parte degli OGM.

Intervista al presidente della Coldiretti Ettore Prandini

BOX DI APPROFONDIMENTO PER L'EDIZIONE CARTACEA
Il presidente bresciano di Coldiretti ha espresso l'opinione contraria dell'organizzazione nei confronti degli OGM, indicando come una delle principali motivazioni la perdita della biodiversità che caratterizza il nostro paese. Ha inoltre sottolineato come i dati riguardanti questa tematica siano stati, e sono ancora oggi, strumentalizzati da quelle 5 multinazionali che producono sementi geneticamente modificate. Dagli ultimi studi effettuati dall'organizzazione, in unione con il ministero e la CEE, si evince che circa il 75% dei consumatori vuole acquistare prodotti non transgenici. La Coldiretti si sta attualmente attivando per fare chiarezza sui prodotti che vengono importati in Italia, riferendosi al dato mondiale, ma soprattutto a quello europeo. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, il presidente bresciano ha indicato alcuni recenti studi che attestano l'insorgere di allergie, intolleranze, problemi al fegato e all'intestino dovuti proprio al consumo di prodotti geneticamente modificati. Durante l'intervista Prandini ha inoltre sfatato il mito secondo il quale gli OGM siano più resistenti ai parassiti, e consentano così un minor utilizzo di pesticidi, sottolineando come negli USA, dopo 5 anni di produzioni geneticamente modificate, l'utilizzo dei pesticidi è 3 volte più elevato rispetto alle coltivazioni tradizionali. Da questa nazione è stata anche importata in Italia la larva Diabrotica, un animale, prima non presente nel nostro paese, particolarmente resistente agli OGM.

Gli OGM nell'agricoltura bresciana - Interviste

Gruppo di lavoro
Liceo Scientifico A. Calini
COMPONENTI

Anna Liberini
Martina Mombelli
Iris Dodi
Luca Rossini
Andrea Franzini

Altri progetti
Istituto Madonna della Neve   29 Jun, 2018
Istituto Madonna della Neve   22 Jun, 2018
Istituto Madonna della Neve   16 Jun, 2018