Il parco delle cave a Brescia
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14 Apr, 2017

Analisi del parco delle cave a Brescia

Parco delle Cave a Brescia: un polmone verde per la città

ARTICOLO PER L'EDIZIONE CARTACEA
“Bisognava chiudere una stagione di discariche a favore del risanamento ambientale; in questo modo la zona est della città potrà avere una vocazione più verde”. Con queste parole ha esordito il sindaco della città di Brescia, Emilio del Bono, nella presentazione del nuovo progetto naturale tenutasi a palazzo Loggia. Il progetto in questione, disegnato dall’architetto Giuseppe Marrelli e gestito dal geometra Massimo Fanzani, tratta la bonifica dell’area in precedenza utilizzata come sito di estrazione di ghiaia.
Invece di 3 discariche, secondo il progetto saranno a disposizione 2 nuovi percorsi ciclopedonali (che andranno da corso Luigi Bardi e via Buffalora a via Serenissima) , un laghetto e un'area destinata allo svago. Grazie alla collaborazione con la FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquea) e grazie all’Associazione Sportivo Dilettantistica Serenissima si potrà accedere ai percorsi attorno ai laghetti, ciascuno con il proprio passo, a piedi, con passeggini, di corsa, per sostare in alcune zone naturalistiche, informarsi sulla storia delle cave, fruire di eventi culturali e musicali, visitare alcune aree del futuro parco, ristorarsi grazie a bar e chioschi e anche trascorrere del tempo insieme.
Il nuovo progetto - sostengono tra i promotori l'assessore all'Urbanistica Michelea Tiboni e quello all'Ambiente Gianluigi Fondra - oltre a rappresentare una salvaguardia di fronte a pesanti rischi ambientali è anche in grado di portare poi sviluppi per l’economia dei privati: infatti potranno commercializzare 100 000 m3 di ghiaia fuori dalla autorizzazione provinciale; l’area Gaburri non diventerà di proprietà comunale e sarà evitato il pagamento dei diritti di escavazione che sarebbero costati 450 000 €.
La creazione di questo progetto poi instaura contemporaneamente anche la rimozione di due rilevanti criticità ambientali: prima di tutto la discarica di amianto contro la quale hanno protestato i comitati del territorio, e secondariamente lo stop posto alla tombatura del laghetto all’ex cava Pasotti che non convinceva i residenti.
Con la progettazione di questo parco, la Loggia guarda ancora più in là, verso la creazione di una cintura verde attorno alla città, che contribuisca a renderla più ecologica e finalizzata alla tutela dell’ambiente.
La provincia ha accordato l’ampliamento della zona verde e l’annessione alle aree di Collebeato e di Caionvico, la giunta comunale ne ha approvato il nuovo regolamento, e infine è in trattativa un accordo con le guardie ecologiche per incrementare la vigilanza del parco.
Riguardo a questo progetto, abbiamo intervistato l’Assessore ai Parchi Territoriali e Cave Gianluigi Fondra e l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Brescia Michela Tiboni.
Entrambi hanno contribuito alla realizzazione del progetto condividendo le idee sulla finalità e sull’utilità di una ristrutturazione alla zona Sud-Est di Brescia con lo scopo di bonificare l’ambiente della provincia e renderlo sempre più verde.
Secondo quanto detto, con il progetto partecipato “Segni sull’acqua”, l’Amministrazione Comunale intende promuovere un progetto finalizzato alla riqualificazione della zona Sud – Est del Comune di Brescia, territorio caratterizzato non solo dalla più estesa espansione edilizia residenziale del dopoguerra, dagli insediamenti produttivi, dal passaggio delle grandi infrastrutture della mobilità, ma anche dalla presenza di bacini estrattivi che hanno sostituito le originarie destinazioni agricole dei suoli. Oggi, proprio il recupero delle aree di cava, può essere il fulcro su cui impostare un processo di ricomposizione ambientale e paesaggistica, che restituisca alla cittadinanza il valore comune costituito dall’ecosistema di pianura di questa parte di città. La ricomposizione di quello che, da quarant’anni, è convenzionalmente chiamato “Parco delle Cave”, è dunque l’obiettivo del processo di progettazione partecipata che l’Amministrazione Comunale ha inteso avviare.
Il processo proposto è conseguente all’impegno preso nella Comunicazione del 29 Gennaio 2014, con cui si indicavano le destinazioni future delle aree. La scelta di far precedere la progettazione partecipata a provvedimenti di governo del territorio offre quindi l’opportunità di assumere decisioni che siano il più largamente condivise e che siano frutto della collaborazione non solo di portatori di interesse tradizionali (centri economici e di potere), ma anche di cittadini che liberamente intendono esprimere la propria opinione e sono disponibili a mettere a servizio della comunità le proprie competenze.
Si ritiene che debbano affermarsi valori alternativi a quelli che hanno prodotto lo sfruttamento del territorio, valori che si basino sulla condivisione, sulla coesione, sull' amicizia, sulla solidarietà , sulla formazione di un sentire comune. A questo fine il ruolo delle forze aggregative sociali è quello non solo di vigilanza ma soprattutto di proposta, che cerca ascolto nei poteri politici e finanziari. C'è il convincimento non tanto di avere la soluzione dei problemi quanto che la socialità protegga la natura , o meglio, possa offrire contribuiti importanti alla riqualificazione dell'ecosistema di questa parte delicata del territorio.

Il Parco delle Cave: un polmone verde per la città

ARTICOLO PER L'EDIZIONE WEB
Con il progetto del Parco delle Cave, il comune di Brescia intende dar vita ad una ampia zona di mitigazione ambientale rendendo la città sempre più verde e sostenibile. Il progetto nasce dal lavoro dell’architetto Giuseppe Marrelli e dall'impegno amministrativo dell’assessore all’Urbanistica Michela Tiboni (con la collaborazione del Geometra Fanzani) e di quello all'Ambiente Gianluigi Fondra.
Questo progetto consiste nella bonifica di una ampia fetta di territorio a sud est della città ed ha la finalità di donare a Brescia un nuovo polmone verde. Le discariche precedentemente situate nella zona verranno eliminate, e al loro posto sarà costituita una nuova zona verde con laghetti e piste ciclopedonali accessibili a tutti con zone di ristoro e svago; il tutto sarà poi accessibile a persone di tutte le età che vorranno trascorrere del tempo insieme all'aperto.
La creazione di questo progetto instaura anche la rimozione di due rilevanti criticità ambientali: prima di tutto la discarica di amianto contro la quale hanno protestato i comitati del territorio, e secondariamente lo stop posto alla tombatura del laghetto all’ex cava Pasotti sulla quale i residenti erano particolarmente critici.
Con la progettazione di questo parco, la Loggia guarda ancora più in là, verso la creazione di una cintura verde attorno alla città, che contribuisca a renderla più ecologica e finalizzata alla tutela dell’ambiente.
La provincia ha accordato l’ampliamento della zona verde e l’annessione alle aree di parco già presenti a Collebeato e Caionvico, la giunta comunale ne ha approvato il nuovo regolamento, e infine è in trattativa un accordo con le guardie ecologiche per incrementare la vigilanza del parco.
Una volta terminato il tutto, il nuovo ‘Parco delle Cave’ sarà quindi aperto al pubblico.

PARCO DELLE CAVE A BRESCIA: IL POLMONE VERDE DELLA

Gruppo di lavoro
I.I.S. V.Capirola
COMPONENTI

Andrea Tosini
Giuseppe Fiorentino
Filippo Filippini
Andrea Dorofatti

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