Benvenuti nella nuova era: tradizione contemporanea

07 Jun, 2017

Siamo in grado di gestire l'evoluzione troppo rapida della tecnologia?

Benvenuti nella nuova era: tradizione contemporanea

ARTICOLO PER L’EDIZIONE CARTACEA
Davide C. (ndr. foto), piccolo artigiano che tramanda da tre generazioni l’amore per l’arte e il vetro, andando di pari passo coi tempi ha deciso di creare il proprio sito web, per mostrare a tutto il mondo della rete il proprio talento. Radica il suo lavoro nella tradizione, ma con sguardo accattivante al futuro.
Di contro, un’amara scoperta è il segno che l’economia digitale in Italia è ancora un concetto talmente vago da non avere nemmeno la dignità di una voce su Wikipedia; Digital economy esiste, eccome, nella sezione globale, con tanto di storia, impatti del fenomeno, aree di competenza e di sviluppo. Esiste économie numerique nella Wikipedia francese, Internetökonomie in quella tedesca, Economia digital in quella spagnola. Insomma, abbiamo fatto, come spesso accade quando si parla di innovazione, la figura degli ultimi della classe. Infatti, a differenza di altri paesi europei, l’Italia si è piazzata al 25° posto tra i 28 Paesi dell’Unione per livello di digitalizzazione, come certificato dal Desi ( Digital Economy and Society Index ). Questo è inconcepibile in un mondo in cui la tecnologia condiziona le nostre vite in maniera significativa.
Gli strumenti tecnologici permettono di fare cose impensabili stando comodamente seduti a casa. Si può fare shopping, pianificare e prenotare una vacanza, studiare, chattare e videochiamare. L’economia digitale è, quindi, fondamentale per le imprese e per le piccole botteghe artigiane, cosicchè la loro diffusione liberi livelli di creatività e di innovazione, integrandole in un mondo irreale, ma accessibile a tutti. Innovazione e trasformazione digitale sono gli elementi irrinunciabili e improrogabili per la crescita delle imprese.
Esse sono consapevoli che la digitalizzazione è strategica per la crescita, perchè permette di creare un modello di business efficace, non solo per la vendita ma anche per la visibilità.
Il virtuale prende sempre più spazio nella nostra società, divenendo quindi indispensabile nella vita quotidiana. “Industria 4.0” è un nuovo termine coniato nell’era della globalizzazione, che impone alle imprese di cambiare le strategie adattandosi a mercati sempre più dinamici.
Nasceranno nuove mansioni più qualificate e specializzate, nuovi macchinari e strumenti. Più di 150 aziende bresciane hanno implementato una piattaforma online che amplifica gli orizzonti e nel loro piccolo hanno riscontrato positività.
Di contro, però, nello sviluppo generale italiano manca lo sviluppo. C’è scarsa fiducia e tanto timore di andare oltre, di saper guardare all’orizzonte tecnologico. I docenti sono il principale veicolo di cultura. Ma essi promuovono con il loro atteggiamento la cultura dell’economia tecnologica? Curioso il caso del sondaggio effettuato all’interno dell’ istituto L.Einaudi di Chiari, per cui emerge il dato rilevante che i docenti in realtà diffidano dell’utilizzo dell’internet: da atteggiamenti come questo deriva che la diffusione della tecnologia all’interno delle scuole è fermo.

Intervista alll’agenzia di comunicazione digitale “Visionova” a Brescia

-Cosa permette a Visionova di essere scelta e quotata dalle aziende?
La nostra agenzia è nata 17 anni fa dall’idea di 3 soci. Il nostro motto è: “Oggi avere un sito web non basta!”,perchè riteniamo fondamentale realizzare strategie di web marketing creative e innovative,strutturate in base alle esigenze dei nostri clienti e supportate da una comunicazione digitale mirata e professionale.
-Cosa vi ha spinto ad investire nel web marketing?
Quando l’agenzia è nata non eravamo consapevoli dello sviluppo che avrebbe subito nel corso degli anni: abbiamo vissuto il boom della tecnologia e lo sboom dell’economia. Ora sappiamo che la tecnologia porta soddisfazioni sia personali che economiche. È un mondo sublime in cui non abbiamo bisogno di studiare sui libri,ma in cui tutto è frutto della creatività e delle capacità di ciascun dipendente.
-Quali i risultati ottenuti dall’azienda ?
Detto in termini numerici,oggi contiamo circa 150 imprese clienti e inglobiamo 12 dipendenti giovani. Il nostro lavoro consiste nel creare siti on line per imprese italiane, ma non solo. Seguiamo i nostri clienti perchè ogni giorno hanno bisogno di un’ innovazione che sia competitiva.
-Pensate che i bresciani abbiano cominciato a fidarsi del web?
Oggi molti imprenditori hanno compreso l’importanza del web per rendersi visibili a tutti. Il sito on line è un valore aggiunto. Bisogna sfatare il mito che gli italiani pensino solo alla produzione,non è vero: molti imprenditori soprattutto anziani desiderano aprirsi a questo mondo senza esitazione.

Una nuova epoca capitanata dalla tecnologia

ARTICOLO PER L’EDIZIONE DIGITALE
Davide C. (ndr. foto), piccolo artigiano con un sito web, mostra a tutto il mondo della rete il suo talento. Radica il suo lavoro nella tradizione, ma con sguardo al futuro. L’economia digitale è fondamentale per le imprese e per le piccole botteghe artigiane, che si diffondono e si integrano vicendevolmente in un mondo irreale, ma accessibile a tutti.
Stiamo vivendo uno stupefacente scenario che incalza: il concreto che si trasforma in astratto. Di contro, un’amara scoperta è il segno che l’economia digitale in Italia è ancora un concetto talmente sconosciuto da non avere nemmeno la dignità di una voce su Wikipedia.
Lo sviluppo italiano manca: c’è scarsa fiducia e tanto timore di andare oltre, di saper guardare all’orizzonte tecnologico. I docenti sono uno dei principali veicoli di cultura. Ma essi promuovono con il loro atteggiamento la cultura dell’economia tecnologica? Curioso il caso del sondaggio effettuato all’interno dell’ istituto L. Einaudi di Chiari (BS), i cui docenti dichiarano di non avere piena fiducia e in alcuni casi neanche familiarità con la tecnologia. Dall’intervista fatta all’agenzia di web marketing “Visionova” è emerso che solo le aziende dislocate hanno un maggiore approccio al virtuale, mentre le aziende locali rimangono ancorate al “locale”.
Dall’intervista emerge che: “bisogna sfatare il mito degli italiani che pensano solo alla produzione, non è vero: molti imprenditori, soprattutto anziani, desiderano aprirsi a questo mondo senza esitazione”.
Quindi, sfortunatamente, l’Italia non è ancora pronta per affrontare la nuova rivoluzione dell’economia digitale, distaccandosi dalla consueta abitudine di accontentarsi.

A new era led by technology

ARTICOLO PER L'EDIZIONE DIGITALE (english version)
David C. (photo editor), a small artisan with a website, shows his talent to the whole world of the net. His work is rooted in tradition, but with a look to the future. Digital economy is important for businesses and small craft shops, which are spreading to an unreal world, but accessible to everyone. We are experiencing an astonishing scenario: the concrete that becomes abstract. On the contrary, a bitter discovery is the sign that the digital economy in Italy is still a concept so unknown that it does not even have the dignity of a voice on Wikipedia. Italian development is lacking : there is little confidence in and fear of the technological horizon. Teachers are one of the main vehicles of culture. But do they promote the culture of the technological economy with their attitude? Curious is the case of the survey carried out in the upper secondary school L. Einaudi in Chiari (BS), where teachers are not fully confident and in some cases they are not even familiar with technology. From the interview done in the web-marketing agency "Visionova", it has come to light that only dislocated companies have a greater approach to the virtual, while local businesses remain anchored to the "local". As in the interview: "It is necessary to debunk the myth that Italians think only about production, it is not true: many entrepreneurs, especially the older ones, want to open themselves to this world without hesitation." Therefore, unfortunately, Italy is not ready to face the new revolution in the digital economy yet, to move away from the normal habit of being happy with what they have.

Come stare al passo con l'evoluzione tecnologica

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