Christo: Calcoli e Matite
CONDIVIDI

03 Jun, 2016

Articolo di giornale circa The Floating Piers

Christo: Calcoli e Matite

Non si può parlare di Christo e di The Floating Piers senza parlare di sua moglie: Jeanne Claude, vera motrice del suo processo artistico. “Ogni progetto è una fetta della nostra vita. Ci ricordiamo dov’eravamo quando l’abbiamo immaginato, cosa abbiamo detto e pensato.” Diceva appunto Jeanne Claude durante un’intervista nel 2000. La sinergia e la passione li hanno condotti dalla Francia, luogo del loro primo incontro, fino a Manhattan, dove l’apertura mentale statunitense ha permesso di vedere schizzi e progetti trasformarsi in opere ingegneristiche concrete. Ciò che è inesprimibile, ciò che non può essere tradotto, spiegato o scritto affascinava la coppia.

Uno spirito di intraprendenza sempre maggiore che ha consolidato la figura di Christo come uno dei maggiori esponenti mondiali di land-art. Arte confezionata su misura per il paesaggio, calcolata nei minimi dettagli, come le più celebri opere dell’artista. Misure, numeri, idee, bozzetti combinati armonicamente in creazioni dinamiche. “Not monumental at all by any standards” continua Christo. Non da vedersi come monumenti, ma idee rese opere sbalorditive. E nemmeno come quadri da contemplare, ma installazioni in cui il visitatore è il vero protagonista.

I tempi di progettazione non spaventavano affatto la coppia di artisti affascinata dall’idea di lasciare un’impronta indelebile nel panorama mondiale. Una sfida in primis con se stessi, successivamente con la natura e con i limiti architettonici. Miami, Tokyo, Parigi, New York, Roma, Sydney, Chicago, Colorado Valley… e Iseo! Semplici installazioni o vere e proprie opere? Stendere teli, impacchettare edifici per giungere, infine, a banchine fluttuanti. Nascondere elementi alla vista per esaltarne la presenza: questo è il vero intento di Christo. Un’azione distruttiva volta alla riconquista. Il risultato è un gioco di artefici paesaggistici in cui la razionalità viene travolta dall’onda emotiva e la combinazione passato-futuro garantisce il successo.

Dieci anni di progettazione, due di costruzione. Dodici anni di un cammino al di là dei limiti umani, come sarà lungo The Floating Piers. Christo intende trasmettere ai visitatori il contrasto tra la staticità della terra e la dinamicità dell’acqua. Egli sfrutta abilmente una mimesi tra la natura e il progetto, che traduce i movimenti delle onde nelle dinamiche del tessuto. Apparentemente tre chilometri di passerella gialla, ma in realtà tre chilometri di ingegneria applicata. Ingegneria sin dal colore giallo dalia affinché la cromatura abbia sfumature diverse a seconda del momento della giornata, molto saturo al mattino quando c’è forte umidità, quasi dorato quando il clima è più secco. Duecentomila cubi in polietilene fissati al fondo del lago da centoquaranta ancore di peso variabile tra le cinque e le sette tonnellate. Un’immersione nelle profondità del Sebino per apprezzare la complessità di quest’opera e la mente dell’artista stesso. Un ponte fisico tra Sulzano, Monte Isola e San Paolo; un ponte metaforico che sfocia direttamente nella creatività di Christo.

Una macchina burocratica avviata nel nostro territorio già nel 2014 in seguito a vari rifiuti da parte di diverse nazioni, tra cui Giappone e Argentina. Picasso, Van Gogh… chi non è mai stato incompreso? Tutte le più grandi conquiste della storia hanno avuto anche insuccessi.

Calcoli, matite, fogli, schizzi, colori. Tutto ha contribuito a modellare The Floating Piers come lo vedremo tra pochi giorni. Mesi di lavoro, notti insonni, progetti apparentemente irrealizzabili. Tutto per un solo momento. Certe opportunità nella vita ci si presentano una volta sola. Non dobbiamo lasciarcele sfuggire.

Gruppo di lavoro
Istituto Madonna della Neve
COMPONENTI

Martina Balduzzi
Giorgia Bona
Viola Corsini
Alessandro Zaccagni

Altri progetti
Istituto Madonna della Neve   29 Jun, 2018
Istituto Madonna della Neve   22 Jun, 2018
Istituto Madonna della Neve   16 Jun, 2018