"Picasso, De Chirico, Morandi" in mostra
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29 Jan, 2018

Abbiamo partecipato all'anteprima della mostra "Picasso, De Chirico, Morandi: 100 capolavori del XIX e XX secolo dalle collezioni private bresciane”. A seguito di questa esperienza, abbiamo creato dei prodotti giornalistici a riguardo (articoli di giornale e foto gallery). Inoltre, ci siamo impegnati nella produzione di due video: il primo, sulla nostra esperienza al GdB; per quanto riguarda il secondo, invece, si tratta di un video promozionale sull'istituto che frequentiamo, il Liceo delle Scienze Umane Fabrizio De André.

#AlternanzaGdB in mostra: istituto De André all’anteprima di “Picasso, De Chirico, Morandi” - testo per l'edizione cartacea

La luce è tenue ma decisa, il cielo è azzurro sopra il Capitolium. Sopra quello stesso Capitolium che è raffigurato, durante i restauri, in “Veduta del Capitolium dopo il 1830” di Luigi Basiletti, pittore architetto e storico bresciano vissuto fra XVIII e XIX secolo. L'artista, tuttavia, non è il solo ad aver prediletto la città natale come soggetto dei propri lavori. Lo testimoniano le svariate opere - raffiguranti Brescia, i suoi paesaggi e i suoi monumenti - esposte a pochi passi da Piazza del Foro, nelle stanze di Palazzo Martinengo. Qui – finalmente – saranno valorizzate adeguatamente. La selezione artistica di ogni sala, invero, permette di concentrarsi singolarmente su un quadro e coglierne ogni minimo particolare. Il Palazzo andrà così trasformandosi nel “tempio del collezionismo bresciano”.
Ebbene, per la Leonessa d'Italia, giovedì 18 gennaio 2018 è una giornata piuttosto significativa, come è significativa anche per noi, quattro studenti del Liceo Fabrizio De André. Questo giorno, infatti, Palazzo Martinengo è il palcoscenico su cui Davide Dotti presenta, in anteprima, la mostra "Picasso, De Chirico, Morandi: 100 capolavori del XIX e XX secolo dalle collezioni private bresciane” da lui curata. La presentazione dello storico dell’arte è ammirabile: pare sentirsi permeato da quella stessa luce, tenue e decisa, che illumina il Tempio Capitolino. Luce tenue – poiché Davide Dotti è ancora agli albori della sua carriera – ma decisa, in virtù della sua determinazione. Determinazione con la quale, ad esempio, sottolinea come il Picasso “Natura morta con testa di Toro” sia un inedito, giacché mai inserito prima in un catalogo scientifico.
Tra il pubblico dell’evento, giornalisti, fotografi e noi: quattro studenti che svolgono l’esperienza di alternanza scuola-lavoro al Giornale di Brescia. Tra un commento e l’altro, i presenti sono impegnati a prendere appunti, scattare fotografie, elaborare pensieri critici e idee originali per l’articolo da scrivere in giornata. I partecipanti, durante la visita, hanno l’opportunità altresì di ammirare ulteriori tele di rilievo, quadri di periodi e movimenti artistici differenti – dall'Ottocento alla modernità, dal “ritorno all'ordine” ai tagli sulla tela. Spiccano “Piazza d’Italia” di Giorgio De Chirico, “Natura morta con bottiglie” di Giorgio Morandi, “Concetto spaziale. Attese” di Lucio Fontana. Una delle opere più significative, tuttavia, ci pare essere “Merda d’artista” di Piero Manzoni, commentata da Davide Dotti. Di fatto, l’arte non deve essere esclusivamente bellezza. L’arte deve emozionare, far riflettere, interrogare.

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#AlternanzaGdB in mostra: istituto De André all’anteprima di “Picasso, De Chirico, Morandi” (testo destinato al web)

“L’arte non deve essere esclusivamente bellezza. L’arte deve emozionare, far riflettere, interrogare.” Sono queste le parole di Davide Dotti, curatore della mostra "Picasso, De Chirico, Morandi: 100 capolavori del XIX e XX secolo dalle collezioni private bresciane”. La mostra è stata inaugurata il 20 gennaio, ma l’anteprima è stata il 18. A questa hanno partecipato giornalisti, fotografi e noi: quattro studenti che hanno svolto l’esperienza di alternanza scuola-lavoro al Giornale di Brescia.
Abbiamo affrontato l’esperienza con tre obiettivi: osservare, prendere ispirazione, darsi da fare. “Osservare” ci ha permesso di capire in cosa consiste – effettivamente – la professione del giornalista, quali sono i “trucchi del mestiere” e i retroscena non visibili sulla carta. “Prendere ispirazione” è stato fondamentale: ci ha permesso di comprendere quali fossero i metodi di lavoro più validi e produttivi. Il terzo scopo è stato “darsi da fare”: solo così è stato possibile sfruttare al meglio le occasioni che si sono presentate.
“Affascinante”, dunque, è la parola che meglio descrive l’esperienza, e la professione del giornalista. La quale, di fatto, è anche un’arte. Essere giornalista, infatti, emoziona, coinvolge, permette di elaborare pensieri critici sulla realtà. Ma soprattutto, consente di comunicare, informare e mettersi in relazione.

Gruppo di lavoro
Liceo Scienze Umane F. De André
COMPONENTI

Ilaria Franchi,Cristina Gaole, Martina Montalto, Lorenzo Piazza

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